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A proposito di Duramente, fino a questa settimana si pensava a lui come cavallo giapponese per l'Arc, ma la prestazione di Makahiki ha rimesso in discussione tutto per 2 motivi. Il non scintillante rientro di Duramente in ottica Sheema Classic, sebbene sia maturata una vittoria, ed il fatto che un cavallo così giovane possa aver fatto questi numeri a questo punto della stagione. Una cosa è certa, i cavalli giapponesi vanno come treni aiutati da andature folli. Basti pensare che le femmine sul miglio fanno tempi intorno all'1m 32s! Da noi siamo di media 4 secondi più alti con i tre anni, ma le andature sono più lente. Comunque. gli analisti si chiedono se Makahiki può essere per davvero il cavallo capace di spezzare l'anatema da Arc de Triomphe G1 per il galoppo giapponese. Possibile! Intanto però Lemaire, che ha montato anche Satono Diamond nel Kisaragi Sho di Kyoto, ed è ancora imbattuto, è ancora indeciso. Tutto ci verrà molto più chiaro nel Satsuki Sho G1, le 2000 Ghinee giapponesi che si corrono a 2000 metri di Nakayama, di domenica 17 Aprile.
Ricordiamo come l'Arc sia una sorta di maledizione per i cavalli giapponesi, forse i più forti del mondo sulle distanze del miglio e mezzo, ma mai riusciti a sfatare il mito della corsa più importante del mondo. Cominciò El Condor Pasa che perse da Montjeu nel 1999, poi Nakayama Festa ancora secondo con Workforce nel 2010, poi la incredibile sconfitta di Orfevre nel 2012 a favore della outsider Solemia dopo brusco scarto quando sembrava avere la corsa in mano, la positività di Deep Impact nel 2006 dopo un piazzamento, e la monta indecente su Harp Star nel 2014 dietro a Treve.
Che sia il 2016, a Chantilly, l'anno giusto?
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